
La Mesopotamia,
terra che si estende tra i fiumi Tigri ed Eufrate, è stata la culla della
civiltà.
Là l'uomo cominciò a praticare l'agricoltura e
imparò ad addomesticare animali come il cane, bovini (ca 8.000 a.C.) e gli ovini
(ca 6.000 a.C.), là sorsero le prime città e quindi si svilupparono
tecnica ed arte.
I SUMERI La loro civiltà si
sviluppò in un arco di tempo che va da circa il 3.500 a.C. a circa il 2.000
a.C. nel meridione della Mesopotamia dove fondarono le città di Ur, Eridu,
Lagash, Uruk, Kish e Nippur; gli abitanti praticavano l'agricoltura e l'allevamento degli ovini, ma anche il commercio e numerose attività
artigianali tra le quali quelle relative alla concia delle pelli e alla
fabbricazione di calzature.
I metodi di concia più praticati erano la concia
grassa con oli e la minerale con allume, ma si usava anche quella vegetale con
tannino estratto dalle noci di galla e le pelli venivano colorate in nero,
bianco e rosso.
Dato il clima della regione i Sumeri camminavano
solitamente scalzi e, solo all'apice della loro civiltà, statue e bassorilievi
ci mostrano figure indossanti i sandali a partire dal 2.600 a.C.
GLI ITTITI (ca 2.000 a.C. - ca 1.100 a.C.) Erano un
popolo indoeuropeo stanziato nelle regioni montuose dell'Anatolia dove praticavano la pastorizia.
Conciavano le pelli con tannino estratto dalle
noci di galla di cui il loro territorio era ricco e, poiché vivevano in una regione montuosa, dovevano calzare scarpe robuste che erano di un
modello caratteristico.
Infatti, rilievi di divinità rinvenuti a Gavorkkale,
ce le mostrano indossanti scarpe con la punta volta all'insù e gli Egizi, come
anche i popoli mesopotamici, quando volevano rappresentare gli Ittiti in
sculture o pitture li raffiguravano indossanti questo tipo di calzature; molti studiosi si sono domandati il perché di questa forma ed
alcuni hanno formulato la teoria che derivasse da un modello di scarpa da neve
con la punta rialzata per camminarvi meglio, altri hanno pensato a motivazioni
falliche, ma si tratta pur sempre di supposizioni.
In un bassorilievo (865 -
860 a.C.) esposto al British Museum di Londra proveniente dal palazzo nord ovest
di Nimrud nel quale è raffigurata una processione di portatori di tributi, si
vede uno di questi indossante una sorta di stivaletto con la punta curva all'insù (vedi
fig.11); data l'epoca dell'opera si presume che questo
individuo appartenesse alla civiltà neoittita succeduta all'impero ittita vero
e proprio e costituita da un gruppo di città-stato situate nella zona del
massiccio del Tauro e nel nord della Siria.
Tali popolazioni persero l'indipendenza proprio a causa
dell'espansione assira.
GLI ASSIRI (ca 2.000 a.C. - 612 a.C.) Appresero dai
Sumeri e dai Babilonesi molte conoscenze tecniche sulla concia delle pelli ed il trattamento del cuoio e le affinarono facendo largo uso
di questi materiali.
In un bassorilievo (645 - 635 a.C.) conservato al British
Museum di Londra, raffigurante un ritorno dalla caccia, alcuni personaggi indossano stivali alti al ginocchio adatti a cavalcare e all'uso sui
carri da guerra (vedi fig. 12).
Nella stele di Shamsi - Adad V (823 - 811 a.C.) esposta
nello stesso museo e proveniente dal tempio di Nabo a Nimrud il re indossa sandali a "infradito" (vedi
fig.13)
I BABILONESI ( ca 2.000 a.C. - 539 a.C.)
Ereditarono dai Sumeri cultura e conoscenze tecniche.
Come quelli usavano
soprattutto i sandali, ma in alcune tavolette cuneiformi sono citate anche
scarpe ricamate e decorate con applicazioni metalliche.
I PERSIANI (DINASTIA DEGLI ACHEMENIDI) (ca 700 a.C.
- 331 a.C.) Verso il 700 a. C. Achemene fondò un piccolo regno nella regione dell'attuale Iran che
si estende ai piedi dei monti Bachtyari; i suoi successori Ciro I e Cambise I lo ampliarono fino a che il figlio di
Cambise
Ciro II il grande unificò tutte le tribù della Persia e con queste forze,
diede inizio ad una serie di conquiste incorporando nel suo impero la Media,
Babilonia, la Siria e la Fenicia.
Suo figlio Cambise II sottomise l'Egitto (525 a.C.); il
suo successore Dario I conquistò l'India occidentale e le città greche sulle coste dell'Asia minore e tentò anche di impadronirsi della Grecia dando
inizio al ciclo delle guerre persiane che si protrasse per centocinquanta anni.
Con i suoi successori iniziò il declino della dinastia
che si concluse con la sconfitta dell'ultimo degli Achemenidi Dario III ad opera
di Alessandro Magno nella battaglia di Gaugamela (331 a.C.).
Nel palazzo reale di Susa esiste un bassorilievo in
ceramica in cui sono effigiati dei soldati indossanti calzature come quella
della fig.14.
GLI EBREI ( ca 2.000 a.C. - 44 d.C.) Il loro popolo
era costituito da un gruppo di 12 tribù che verso il 2.000 a.C .iniziò la conquista dei territori costituenti l'attuale Palestina ove
fondarono città anche popolose pur continuando a dedicarsi all'esercizio della
pastorizia e quindi ad una vita seminomade.
Praticavano gli stessi sistemi di concia dei loro
vicini e, come essi, calzavano soprattutto sandali.
Quelli femminili potevano essere decorati da riporti
metallici e/o da conchiglie e si usava anche incidere il nome della persona amata sulla suola in modo che, ad ogni passo, rimanesse impresso sul
terreno soffice.
Una curiosità: quando un antico Ebreo voleva
suggellare un affare si slacciava un sandalo.
I FENICI (ca 2.000 a.C. - 64 a.C.) Erano un
popolo sembra originario del golfo persico dal quale emigrarono sulle coste del
Mediterraneo orientale.
Qui fondarono molte città tra le quali Tiro e Sidone
che a loro volta impiantarono colonie sulle rotte commerciali di quel mare, la
più famosa delle quali era Cartagine.
Non conosciamo i loro sistemi di concia, ma sappiamo
che scoprirono il metodo di tintura con la porpora praticabile anche su cuoio e
pelli ed usavano calzare principalmente i sandali.
GLI SCITI ( ca 1.500 a.C. - ca 100 d.C.) Erano un
popolo nomade di stirpe iranica che, dopo molti vagabondaggi nelle steppe asiatiche, si stabilì sulle rive del Mar Nero a praticare
l'allevamento dei cavalli.
Conciavano le pelli affumicandole, tecnica comune alle
popolazioni dell'estremo oriente e del nord America nel quale tribù asiatiche emigrarono attraverso lo stretto di Bering iniziando il
popolamento del continente.
Alcuni reperti di pelli e cuoio sono stati rinvenuti
congelati in tombe dell'Altai a Pazyryk nel Kazakistan come stivali in pelle morbida per
cavalcare soprattutto di colore rosso abbinati a gambali di feltro.
I TURCHI ( ca 1.220 - ca 1.600) I
Turchi giunsero in Asia Minore nella prima metà del XIII sec. e si
stabilirono nei dintorni di Ankara.
Convertitisi all'Islam, sotto la guida del sultano Osman I
Gazi (1.281 - 1.326) cominciarono ad espandersi verso il Bosforo.
Il sultano Orkhan Gazi (1.326 - 1.359) sbarcò in
Europa a Gallipoli e, da lì, aggirando Costantinopoli, conquistò la Macedonia e la Tracia.
Suo figlio Murad I il grande (1.359 - 1.389) stabilì
la sua capitale ad Adrianopoli, sconfisse ripetutamente i Serbi, occupò la Bulgaria e rese vassallo l'impero bizantino.
Le conquiste turche subirono una battuta d'arresto
sotto Bajazid I (1.389 - 1.403) che, pur avendo assediato varie volte Costantinopoli, non la conquistò distratto dall'avanzata dei mongoli di
Tamerlano che lo sconfissero e catturarono nella battaglia di Ankara.
Alla sua morte i figli, per circa 20 anni, se ne
contesero l'eredità che passò a Maometto I ( 1.413 - 1.421), conquistatore
delle coste del Mar Nero e a Murad II ( 1.421 - 1.451) che estese ancora i
domini ottomani in Tessaglia, Epiro e Valacchia minacciando l'Ungheria.
Sotto Maometto II ( 1.451 - 1.481) iniziò il periodo
di massima espansione politica e culturale dell'impero; egli conquistò Costantinopoli nel 1.453 e ne fece la sua nuova capitale con il nome di
Istanbul.
In questa città i conciatori di pelli erano
concentrati in periferia nel sobborgo di Yedi Kule non solo perché in questa
zona erano situati la maggior parte dei macelli della città, ma anche a causa
del fetore che derivava dalle lavorazioni conciarie.
Esistevano cuoi e pelli di diverso tipo: pellami con il
pelo di bufalo (In turco:Prebat) che provenivano dalla Tartaria, altri di bufalo provenienti da Nicopoli o da Costantinopoli stessa, cuoi provenienti
dalla Moldavia, pelli di mulo e zigrini.
I fabbricanti di calzature erano organizzati in una
corporazione che era molto controllata dagli organi statali in modo da garantire la massima qualità al cliente.
Gli abitanti di Istanbul, ai tempi del sultano Solimano
il Magnifico (1.520 - 1.566) ed oltre calzavano normalmente delle babbucce (In turco:
Papuç) che avevano il vantaggio, essendo aperte nel
tallone, di poter essere indossate senza chinarsi e senza doversi toccare i piedi; avevano la punta incurvata all'insù ed il tacco
era rinforzato con un ferretto a U per impedirne la consunzione; erano cucite molto accuratamente ed erano molto resistenti specie
quelle fatte con il cuoio del levante, il migliore ed il più leggero.
Le babbucce destinate ai musulmani erano colorate in
giallo ed era proibito agli infedeli, salvo che non fossero al servizio di
qualche ambasciatore, di portarne di tale colore mentre cristiani, ebrei od
altri le potevano avere in rosso, viola o nero.
Venivano anche usate calze solate (In turco: Este),
stivaletti (In turco: Pasmak), stivali (In turco: Çizme), pedule in cuoio
(In turco: Mest) o in marocchino (In turco: Terlik).
Le donne di buon ceto
sociale usavano anch'esse in casa le babbucce o pantofoline in cuoio ricamato o
degli alti zoccoli in legno dal nome onomatopeico di Kapkap e,
per uscire, una specie di stivaletti.
Fig.11
Fig.12
Fig.13
Fig.14
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Ultimo aggiornamento: 08/02/2008