Dal 1895 eleganza, praticità e comfort a Moneglia


STORIA E GEOGRAFIA DELLA CALZATURA

Capitolo 12°: le calzature dei Giapponesi

(ca 660 a.C. - 1.900)

     Per poter meglio collocare le calzature giapponesi nell'ambito storico di competenza è opportuno esporre un breve sunto della storia di quel paese.

     La leggenda fa risalire la fondazione dell'impero giapponese al 660 a.C.; il primo imperatore sarebbe stato Jimmu, di stirpe divina come discendente della dea Amaterasu.
     Tra il II ed il V sec. d.C. le popolazioni autoctone passarono da una cultura neolitica a quelle del bronzo e del ferro in virtù di contatti sempre più frequenti con la Cina.
     Esse non avevano una vera e propria organizzazione statale, ma di tipo "clan" soprattutto nelle parte meridionale dell'arcipelago.
     Nel 646 uno di questi, il clan dei Fujiwara, nominò un "Supremo augusto imperatore" a capo di uno stato localizzato nella regione di Nara; era modellato su quelli cinesi dell'epoca e basato sulle regole morali del confucianesimo e del buddismo.
     L'imperatore stesso si convertì al buddismo ed assunse il titolo cinese di Tenno.
     Fu adottata la scrittura cinese, si redassero annali e codici di leggi e si pose mano ad una riforma agraria attribuendo le terre a piccoli coltivatori.
     Nel 794 la capitale fu trasferita a Kyoto ed iniziò quella che gli storici definiscono come Epoca di Heian (794 - 1.185).
     In quest'epoca prese campo un'aristocrazia terriera e guerriera che si impadronì delle terre dei contadini più deboli ed i Fujiwara cominciarono a perdere influenza incalzati da due altre grandi famiglie: i Taira ed i Minamoto.
     I Taira estromisero i Fujiwara, ma poi entrarono in lotta con i Minamoto dando inizio ad un periodo di aspre lotte che terminarono nel 1.185 con la vittoria di quest'ultimi.
     Il loro capo, Yoritomo, nel 1.192 si proclamò generalissimo (shogun) dando inizio all'istituzione dello shogunato che sarebbe durata fino al 1.867 ed instaurò una dittatura militare con capitale a Kamakura, da qui il nome di epoca Kamakura (1.192 - 1.333).
     L'imperatore e la sua corte non furono esautorati e continuarono a risiedere a Kyoto, ma privi di poteri effettivi e con un ruolo solamente formale mentre gli Shogun tenevano saldamente in mano il potere effettivo.
     Alla morte di Yoritomo il clan Hojo si impose sui Minamoto e resse il potere shogunale dal 1.200 al 1.333 resistendo anche a due tentativi  d'invasione dei Mongoli provenienti dalla Cina.
     Il periodo Muromachi (1.338 - 1.573) iniziò quando si proclamò shogun Ashikaga Takauji; gli Ashikaga non riuscirono a dare un governo forte al Giappone squassato dalle lotte tra i daimyo (grandi signori feudali) che combattevano incessante mente tra di loro e contro i grandi monasteri buddisti  che disponevano di veri e propri eserciti inoltre, durante tale periodo si verificò anche uno scisma dinastico poiché l'imperatore, in contrasto con lo shogun, gli tolse la legittimazione e si rifugiò in una fortezza mentre a Kyoto rimase la corte di un suo rivale controllato dagli Ashikaga. 
     Nel 1.542 sbarcarono in Giappone i primi Europei, Spagnoli e Portoghesi che furono bene accolti; furono permesse molte conversioni al cristianesimo mentre i Giapponesi apprendevano l'uso delle armi da fuoco e le tecniche militari europee.
     Dopo il 1.573 un guerriero, Oda Nobunaga, depose l'ultimo shogun Ashikaga e cercò di risanare il paese martoriato da un secolo di guerra civile, il suo successore Toyotomi Hideyoshi, figlio di contadini, si fece confermare dall'imperatore l'ereditarietà del titolo di shogun dando inizio all'epoca Tokugawa (1.600 - 1.868).
     La capitale fu posta a Yedo (l'attuale Tokyo), i daimyo furono imbrigliati costringendoli a cedere in ostaggio i parenti più prossimi e a risiedere per una parte dell'anno presso lo shogun ed anche la corte imperiale di Kyoto fu sorvegliata da suoi funzionari.
     A partire dal 1.624, con l'inizio delle espulsioni degli stranieri, i Tokugawa cercarono in ogni modo di isolare il Giappone dal resto del mondo; solo pochi mercanti olandesi e cinesi poterono continuare a commerciare relegati sull'isola Yeshima davanti a Nagasaki, ai Giapponesi fu proibito, pena la morte, di espatriare e si ridusse il tonnellaggio delle navi mercantili in modo da renderle inidonee alla navigazione oceanica, i cristiani furono perseguitati.
     Nel 1.853 il commodoro statunitense Perry entrò con le sue navi nella baia di Yedo ed impose al governo l'apertura di due porti alle navi americane.
     Dopo il 1.856 le principale potenze ottennero trattati analoghi che riaprirono le relazioni con l'occidente.
     Nel 1.867 l'ultimo shogun trasmise i suoi poteri all'imperatore Mutsuhito che si trasferì a Yedo ribattezzata Tokyo, abolì il feudalesimo, i governi provinciali dei daimyo, la suddivisione della popolazione in rigide classi sociali ed iniziò la modernizza zione del paese creando anche un
 esercito nazionale basato sulla coscrizione; nel 1.899 venne promulgata una costituzione e eletta una dieta pur restando il Giappone una monarchia assoluta.
     In Giappone era praticata una concia con materie grasse mediante la quale veniva ottenuta una pelle molto morbida.
     I cuoi si ottenevano anche mettendo a bagno le pelli per parecchie settimane in acqua corrente e, dopo averle depilate e ripulite dei residui di carne, trattandole con sale e materie oleose; venivano poi esposte al sole e all'aria, lavate e nuovamente asciugate all'aperto.
     Durante il periodo Kamakura i nobili erano soggetti ad un'etichetta molto rigida e si attribuiva molta importanza al loro modo di vestire poiché l'abito, oltre a testimoniare la ricchezza del possessore, era un segno del rango e della carica occupati.
    Quando uno di essi entrava in una casa si toglieva le calzature e ritraeva i piedi all'interno delle gambe dei larghi calzoni scivolando su di esse a passi strascicati.
     Calzavano specie di zoccoli a punta arrotondata di legno laccato di colore nero con l'interno imbottito che si portavano senza calze.
     I samurai portavano scarpe con tomaia in pelle d'orso e suole chiodate o stivaletti in cuoio e legno laccato.
     I militari di bassa classe sociale (Bushi) usavano gambali di robusto tessuto di canapa imbottito con suola triangolare in cuoio, pianelle di paglia o camminavano a piedi nudi.
     Le nobili dame portavano sandali di paglia (in giapponese: Waraji) e se il tempo era cattivo zoccoli in legno (in giapponese: Geta). che erano e sono rialzati da terra mediante due supporti trasversali e assicurati al piede col sistema dell'"infradito". 
     La gente comune vestiva molto semplicemente, normalmente stava a piedi nudi, ma se doveva percorrere a piedi lunghe distanze, usava delle pianelle di paglia (in giapponese: Ashinaka) talvolta abbinate a gambali in paglia o in stoffa; in caso di pioggia anch'essa usava i Geta.
     Poiché in  questo periodo i bisogni fisiologici venivano soddisfatti nei campi o in qualsiasi angolo di strada, per non sporcare le vesti che strascicavano per terra i Giapponesi usavano anche degli zoccoli di legno molto alti che le tenevano sollevate (in giapponese: Takaashida).

Per saperne di più sui Giapponesi...


        


Vannacalzature: via Vittorio Emanuele, 20/24/26 - 16030 Moneglia - Italia

Tel: +39 0185 49395 - Fax: +39 0185 49395

E-mail:VANNAD02@vannacalz.191.it

La migliore visione si ottiene con una risoluzione 1024 x 768

Webmaster: Alfredo Armellini, via Vittorio Emanuele, 22/1 - 16030 Moneglia - Italia  - E-mail:VANNAD02@vannacalz.191.it

Il testo e i disegni della pagina sono di proprietà di Alfredo Armellini; ne è vietata la riproduzione senza l'autorizzazione dell' autore

Inviatemi una E-mail con i Vostri commenti e/o suggerimenti su quest'opera !

Ultimo aggiornamento: 08/02/2008