
ITALIA Gli uomini calzavano, per la caccia, stivali alti alla coscia con aperture laterali chiuse da stringhe (vedi fig. 46)
DUCATO DI MILANO Le
donne calzavano anche pianelle chiamate, nel milanese, Zibette; avevano la suola
di cuoio o sughero e la tomaia in pelle, broccato o velluto e venivano indossate
sopra i Patitos (vedi cap. 9.3 Venezia).
FIRENZE Al
tempo di Lorenzo il Magnifico (1.449 - 1.492) i giovani ricchi calzavano stivaletti con tomaia
in velluto su calze di velluto bianco screziate in argento e le dame talvolta
imitavano la foggia maschile usando sandali dal tacco alto.
L'arte dei cuoiai e caligai apparteneva alle così dette "arti
minori"ed i calzolai tenevano bottega soprattutto in via dei calzaiuoli.
VENEZIA All'inizio del secolo prese campo a Venezia
la moda di un modello di calzatura che si diffuse in tutta l'Europa e durò per più di duecento anni; consisteva in pianelle o pantofole montate
su di un'altissima suola in legno o sughero talvolta decorata con pietre preziose, dipinta o rivestita in cuoio e /o tessuto.
Queste scarpe erano chiamate in dialetto veneto
Zoppieggi o Sopei, in altre regioni d'Italia Calcagnini ed in Francia Chopines; alcuni, spregiativamente le chiamavano a zoccolo di mucca (vedi figg. 47 -
48).
Alcuni pensano che l'idea per tale modello sia giunta a
Venezia dall'oriente derivata da alti zoccoli usati per proteggere i delicati
piedi delle dame dal contatto con i pavimenti caldi e scivolosi dei bagni
turchi, altri dalla Spagna, altri che quelle calzature fossero state create per camminare nelle calli invase dall'acqua
alta fatto sta
che inizialmente furono usate dalle cortigiane e poi da tutte le donne tanto da
assorbire quasi tutta la produzione di sughero italiano e divennero uno status
symbol, maggiore era l'altezza delle suole, maggiore dovevano essere la ricchezza e il prestigio di
chi le indossava!
Poiché l'altezza delle suole aumentava sempre di più
sino a sfiorare i 60 cm., le donne appollaiate lassù erano costrette a farsi
accompagnare da due persone che le aiutassero a salirvi e a camminare, visto
anche lo stato dei selciati dell'epoca.
Dapprima la moda fu tollerata; i mariti forse pensavano
che le mogli, con simili scarpe ai piedi, non avessero grosse possibilità di
andare in giro in loro assenza la Chiesa ne favorì l'uso poiché con esse era
impossibile danzare, la danza era considerata attività altamente peccaminosa, ma poi lo stato cercò di frenare la
smania delle dame di gareggiare fra loro in altezza visto anche l'alto numero d'infortuni e aborti dovuti alle cadute e il troppo
lusso di tomaie e tacchi.
Così, nel 1.430, un'ordinanza del maggior consiglio
vietò l'uso di Sopei di altezza maggiore di ca 20 cm., ma, come era successo
per quelle riguardanti le Poulaines ( vedi cap. 9.1 i Franchi), nessuno la
rispettò.
FRANCIA Carlo
VIII (1.470 - 1.498), probabilmente a causa della deformità di un suo piede che gli impediva
l'usodelle Poulaines (vedi cap. 9.1 i Franchi), lanciò la moda delle scarpe À
bec de cane ( A becco d'anatra) dalla punta quadra.
GERMANIA La
moda delle scarpe A becco d'anatra si diffuse anche in Germania dove venivano
chiamate Entenschnäbel; verso il 1.480 vi si iniziarono a
costruire le scarpe con il " metodo del guàrdolo" che è quello usato
ancor' oggi per scarpe di pregio; il guàrdolo, una striscia di cuoio di cm.60x3x2
è cucito da un lato alla tramezza (parte portante della scarpa come soletta
interna che contribuisce a tenere in forma la tomaia) e dall'altro alla suola.
(Vedi illustrazione sotto)
INGHILTERRA In
questo paese, a partire dal 1.450, le Poulaines furono anche chiamate Pikes e
Piegains, nomi che derivano dal termine "piggen" una sorta di secchio
con un lungo manico.
In Inghilterra sono stati rinvenuti alcuni
reperti di questo tipo di calzatura con la suola larga e appuntita, ristretta al
fiosso e nuovamente più larga nel tallone.
Taluni avevano la suola in due pezzi e ci
sono storici del costume che pensano che si tratti di un metodo di costruzione
mentre altri affermano che si tratt sempli- cemente di calzature riparate alle
quali è stata sostituita una parte di suola.
Il re Edoardo IV (1.442 - 1.483) stabilì per legge che
soltanto coloro che appartenessero almeno al livello sociale di Lord potessero indossare scarpe o stivali di lunghezza superiore al piede (cm. 30,48)
fissando, per i trasgressori, una multa di 3 scellini e 4 centesimi.


Fig.46 Fig.47 Fig.48
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08/02/2008