Dal 1895 eleganza, praticità e comfort a Moneglia


STORIA E GEOGRAFIA DELLA CALZATURA

9.3 sec.XII

     Continuò la moda delle Poulaines (vedi cap. 9°.1) che ebbero punte sempre più lunghe, talune dal tallone alla punta misuravano più di 90 cm., per cui, onde evitare d'inciampare, le punte venivano assicurate alle gambe con legacci o catenelle.

REGNO NORMANNO DI SICILIA A Vienna sono conservati dei sandali appartenuti alla regina Costanza moglie dell'imperatore di Germania Enrico IV (1.050 - 1.106) che hanno ricamata sulla tomaia una sirena.
     Nella stessa città, al Kunsthistorisches Museum, è esposto un paio di calzari usati per le incoronazioni dei principi del Sacro Romano Impero; la tomaia è costruita in pelle e tessuto nei colori crema e rosso ed è decorata da riporti i pietre dure e canotiglia (1)  (vedi fig. 45 tris)
     Nei sarcofagi reali della cattedrale di Palermo sono stati rinvenuti alcuni esemplari di calzature; in quello di Enrico VI (1.165 - 1.197) erano scarpe con tomaia in seta decorata da oro e perle e con suola in  sughero rivestita di seta; in quello di Federico II ( 1.194 - 1.250) stivaletti con tomaia in seta recante il ricamo di una cerva e suola in sughero rivestita di seta.

VENEZIA I Veneziani praticavano la concia vegetale con estratti dal sommacco e dal rovere, quella con allume di rocca e quella con materie grasse.
     I calzolai erano riuniti nella corporazione dei "Caleghéri e Zavateri" (calzolai e ciabattini) che comprendeva anche alcune categorie speciali di calzolai come quella dei "Solarii" che facevano esclusivamente suole per scarpe e calze solate (vedi sotto Valdesi) o quella dei " Patitari" che facevano zoccoli detti Patitos; la corporazione imponeva ai suoi membri il rispetto di una serie di norme a tutela dei diritti dei clienti.
     I Patitos avevano tomaia in pelle di montone e suola alta ed erano usati in tutt'Italia, sia in campagna che in città, per non rovinare e sporcare le calze solate (vedi sotto Valdesi) con il fango delle strade non lastricate.
     Le donne veneziane indossavano in questo periodo zoccoli detti Socchi e Zanghe; ambedue i modelli potevano avere la suola in legno o in sughero, ma quelli con suola in sughero, in virtù delle norme a tutela della clientela sopra citate, dovevano avere la tomaia in cordovano cioè in pelle di capra molto morbida conciata al tannino, mentre quelli con suola in legno potevano avere la tomaia in pelle di montone

I VALDESI Erano seguaci di un movimento religioso sorto in Francia nel 1.175 che prese nome da Pietro Valdo mercante di Lione, il quale, in un certo momento della sua vita, decise di donare ai poveri tutte le sue ricchezze e di vivere secondo le regole del Vangelo; dapprima furono tollerati dalla Chiesa cattolica ma quando decisero di far svolgere attività pastorale anche dalle donne, furono tacciati d'eresia e perseguitati, specie dopo il 1.532 quando aderirono alla riforma protestante.
     Nel sec.XII passarono in Svizzera dalle zone di confine tra Piemonte e Francia in cui erano stanziati e tornarono in Piemonte nel  1.689 quando il duca di Savoia glielo permise e ne tollerò le pratiche religiose.
     I loro uomini incominciarono nel XII secolo ad indossare le
Calze solate, chiamate in francese Haut de chausses, una sorta di calzamaglia di tessuto munita di una protezione alla pianta del piede sotto forma di suola in cuoio che rendeva superfluo l'uso delle scarpe.

CALZATURE ECCLESIASTICHE In questo periodo il Papa calzava pantofole dette Sandalia; ce ne sono pervenuti due esemplari, uno con tomaia in seta blu, l'altro in seta rossa e dorata.
     Con i paramenti liturgici si calzavano Udones e Caligae (vedi cap.6°) con tomaie in lana, lino o seta di colore bianco.
     Ai Musées Royaux d'Art et D'Histoire di Bruxelles è esposto un paio di sandali liturgici di manifattura italiana, provenienti dall'abbazia di Stavelot (Belgio).              Hanno la tomaia in cuoio rosso decorata da ricami in filo d'oro ed applicazioni in pelle dorata. (vedi fig. 45 bis) (N.B.alcune fonti definiscono tale modello come Calceo).

              

                 Fig. 45 bis                                                                                               Fig. 45 tris

NOTE:
 (1) Cilindretti forati in vetro o madreperla cucibili su tessuto a scopo decorativo.

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Ultimo aggiornamento: 08/02/2008