
ITALIA Verso
il 1.835 cominciò a tornare di moda il tacco non troppo alto; per le tomaie, in
pelle o tessuto, si adottarono colori come il bianco e il nero per la sera, e, gli stessi dell'abito, per
il giorno.
Per il passeggio si usavano stivaletti con tomaia grigia in pelle di daino,
chiamati alla francese Brodequins, che, dopo il 1.840 avranno le tomaie realizzate anche in velluto e seta e, per l'inverno, saranno
foderate e/o orlate di pelliccia mentre, per l'estate,
avranno la tomaia in crine.
Quasi tutti i modelli avevano un'apertura laterale
chiusa da stringhe o bottoncini.
Dopo il 1.835 le scarpe maschili da abbinare ad abiti
di gala ebbero le punte squadrate mentre le scarpe da giorno le avevano
arrotondate.
Scarpe da pioggia in gomma vulcanizzata cominciarono ad
essere usate dopo il 1.843.
Le crinoline nascosero le scarpe delle signore, ma,
dopo il 1.860, si ricominciarono a vedere gli stivaletti.
Nell'ultimo ventennio del secolo venne di moda una
scarpa con tomaia di pelle di capretto con punta aguzza e tacco rientrante
(tacco Luigi - vedi cap. 9.9 Francia).
FRANCIA Dopo
la rivoluzione francese nacque la moda delle calzature senza tacco anche come
reazione al fatto che i tacchi rossi erano stati appannaggio dell'aristocrazia; la scarpa con tacco
tornerà di moda verso la metà del secolo.
La Francia, in questo
periodo, cominciò a dettare le regole della moda e, in tutta Europa, i nobili e
le classi agiate seguivano la moda di Parigi.
Le nuove aristocratiche dell'impero napoleonico
calzavano pantofole con tomaia e suola sottilissime, talmente delicate che
camminare, anche per pochi metri nelle strade dissestate dell'epoca significava
danneggiarle irrimediabilmente.
Sembra che Giuseppina Beauharnais (1.763 - 1.814),
prima moglie di Napoleone, ne possedesse più di cinquecento paia.
Tra il 1.820 e il 1.835 le aristocratiche portavano
scarpe molto scollate a punta quadrata assicurate al piede da un passante incrociato alla caviglia; le tomaie erano in pelli d'importazione inglese
molto fini, ma si facevano anche in seta e in gros(1) e il colore preferito era il
bianco.
Continuò la moda delle pantofole chiamata dapprima
"Pantofles à la poulaine" per avere la punta rialzata e la tomaia in
colore rosso e, in seguito,"Nonchalantes" con tomaia finemente
ricamata.
I signori usavano scarpe con tomaia dalla punta
squadrata in cuoio per il giorno e in vernice per la sera.
Nelle campagne i contadini adoperavano generalmente gli zoccoli, salvo che nel
meridione dove, nella buona stagione, andavano scalzi; le scarpe venivano usate solo alla domenica.
INGHILTERRA Anche
qui le signore calzavano scarpe quasi senza tacco e con suola molto sottile come
i polacchi della fig.65 (1.812- 1.820) visti al Victoria & Albert Museum
di Londra; hanno la tomaia in tela jeans rigata decorata da una rosetta in seta
e sono allacciati a mezzo stringhe.
I contadini usavano scarponi con la suola di legno, ma
quasi tutti, specie quelli irlandesi, andavano scalzi nella bella stagione.
I marinai della marina mercantile indossavano per la
libera uscita scarpe chiodate.
Nel periodo che va dal 1837 al 1851 gli uomini
appartenenti alle classi privilegiate usavano stivali di vernice.
Alcuni miserabili di Londra esercitavano la disgustosa attività di raccoglitori
di deiezioni canine che venivano cedute alle concerie per la concia delle pelli.
CALZATURE MILITARI Quelle
della fanteria erano molto robuste, visti i molti chilometri da percorrere a
piedi; le scarpe dei soldati napoleonici dovevano resistere a circa 350 Km. di
marcia prima di essere risuolate.
I granatieri della guardia usavano, per la libera
uscita, scarpe con fibbie d'argento.
NOTE (1) Tessuto con effetto a grana grossa in seta, lana o cotone.
Fig.65
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Ultimo aggiornamento: 08/02/2008