
Con la caduta dell'impero
romano (476 d.C.), l'Europa piombò in un periodo di oscurantismo.
Fu ripetutamente invasa dai barbari che si spostarono
nei suoi territori, debolmente o per nulla presidiati , alla ricerca di terre e di saccheggio, ma che, venendo a contatto di una civiltà superiore, a
poco a poco ne assimilarono gli elementi.
Anche le conoscenze tecniche relative alla concia delle
pelli e alla fabbricazione di calzature, dopo aver subito un calo, dovuto al marasma in cui era caduta la compagine statale romana, tornarono ad
evolversi, avvalendosi anche degli apporti mutuati dai popoli invasori.
Ciò che conosciamo su di esse ci è pervenuto sia da
riferimenti letterari sia dall'esame di reperti rinvenuti soprattutto in tombe.
I LONGOBARDI Erano
una popolazione di stirpe germanica stanziata originariamente in Pannonia che nel 568 d.C. scese in
Italia sotto la guida del re Alboino ed
occupò Lombardia, Emilia, Toscana, Umbria e Campania costituendovi ducati i cui capi eleggevano un re
residente a Pavia, capitale del regno.
Sotto Agilulfo ( 591 - 616) dall'arianesimo si
convertirono al cattolicesimo ed il re Rotari emanò nel 643 un editto contenente norme consuetudinarie del diritto longobardo adattate al diritto
latino.
Il loro regno finì con Desiderio (756 - 774) sconfitto
da Carlo Magno re dei Franchi (742 - 814).
Lo storico longobardo Paolo Diacono ci informa che
usavano calzature aperte fin quasi all'alluce fissate al piede da lacci incrociati dette Hosis sulle quali, per cavalcare,
infilavano delle uose in lana dette Tubrugos.
I FRANCHI Erano un popolo germanico originario
delle rive del medio e basso Reno da dove poi passarono nei territori
dell'impero romano in Germania Belgio e Francia.
In Francia, sotto Clodoveo (466 - 511), primo re della
dinastia merovingia, prese forma la compagine statale e la popolazione si convertì al cristianesimo, ma fu solo sotto il fondatore della
dinastia carolingia Pipino di Héristal (640 - 714) che i Franchi diedero inizio
a quella che diventerà la nazione francese.
In tombe di epoca merovingia furono rinvenute fibbie in
metallo ad aghetto usate per chiudere sia le calzature che le uose.
Eginardo, cronista Franco, narra che Carlo magno (742 -
814) calzava, nelle solennità, scarpe tempestate di gemme.
Un modello di calzatura franca fu rinvenuto nelle tomba
di Bernardo, figlio di Pipino, re d'Italia, morto nell'818 quando il sepolcro fu
aperto nel 1.618; sono calzari alti al polpaccio
con tomaia in cuoio rosso ornata da strisce di pelle e suola in legno e con apertura dal dorso alle dita
del piede, tenutevi aderenti con legacci. (vedi fig. 42)
Le illustrazioni della bibbia di Carlo II il calvo (823
- 877) mostrano scarpe simili a pantofole allacciate fino alla caviglia e
proprio in questo periodo, vengono di moda le calzature à la Poulaine, dette
anche Pigaces (vedi figg.43-44), con una punta che, all'inizio, era al massimo
lunga come la metà del piede, ma che, in seguito divenne talmente lunga da rendere
difficoltoso il camminare ed era imbottita con muschio, peli animali o lana;
talvolta terminava bizzarramente a coda di pesce, di serpente o a pungiglione di
scorpione.
Le Poulaines dapprima erano portate solo dai nobili come scarpa da
guerra e quando la lunghezza delle punte crebbe, nel sec. XIV
furono emanate leggi che ne fissavano le misure per nobili, borghesi e popolani
anche se erano indossate sopratutto dai primi mentre i comuni cittadini
portavano scarpe dalla punta arroton- data.
Si dice che questa moda sia stata introdotta dal conte
Fulco D'Angiò che aveva la necessità di nascondere un piede deforme, ma, in realtà, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, esisteva già
fin dai tempi dei Sumeri e degli Egizi e, forse furono i crociati ad importarla
in Europa.
La moda attecchì anche tra gli ecclesiastici tanto che
S. Pier Damiani (1.007 - 1.072) ne condannò l'uso.
Il termine francese Poulaine significa "(punte di)
scarpe alla polacca" e ciò si spiega con il fatto che l'uso di tali
calzature si era esteso anche alla Polonia tanto che in Inghilterra, a partire
dal 1.367, esse furono anche chiamate Crakows.
GLI ANGLOSASSONI Gli Iuti,
gli Angli ed i Sassoni erano tribù germaniche che, dai loro stanziamenti nello Schleswig e sulla costa
frisona, verso la metà del 400 d.C. invasero e
colonizzarono L'Inghilterra fondando reami che furono gradualmente
esautorati dai Normanni.
L'esame di reperti archeologici ha dimostrato che
queste popolazioni non facevano distinzione tra scarpe maschili e femminili,
tutt'al più quelle femminili potevano essere ornate da una striscia
ricamata dall'apertura alla punta.
Le calzature erano confezionate cucendo assieme suola e
tomaia sul rovescio delle pelli o unendole con corregge (metodo di assemblaggio
detto "A tomaia risvoltata, in
inglese "Turnshoe Technique") e normalmente erano
alte alla caviglia, con la punta arrotondata, senza tacco ed allacciate con
cordoncino o stringhe. Non venivano usati chiodi e, verso la metà del IX sec.,
ne comparvero anche di dotate di una linguetta triangolare chiuse da una fibbia
a barretta.
Erano usati anche modelli di pantofole basse, sandali
del tipo tardo romano, calzature di pelli non conciate ed altre fatte con un
unico pezzo di pelle.
Il sistema di costruzione sopra citato fu importato in
Inghilterra dai Sassoni verso il 5° sec. e, a poco a poco, soppiantò quello
usato dai Romani che consisteva, tra l'altro, nel cucire le tomaie con spago e
di fissarle alla suola con strisce di pelle mentre i Sassoni usavano corregge di pelle non conciata.
Molti vocaboli in inglese arcaico fanno riferimento
alle calzature di quest'epoca, ma non è chiaro a quale particolare tipo.
La parola "Scoh" potrebbe indicare la
scarpa in generale o uno stivaletto alla caviglia o una pantofola; "Swiftlere"e
Staeppescoh" sono scarpe a pantofola di pelle non conciata alte alla
caviglia; " Hemming, Rifeling, Socc " (quest'ultimo
di derivazione chiaramente romana, vedi cap. 6°) indicano scarpe fatte con un unico pezzo di pelle;
"Crinc e Calc" sono sandali a strisce.
I NORMANNI (VICHINGHI) Erano popolazioni d'origine germanica
viventi nell'area scandinava che dall'VIII al XI secolo si espansero notevolmente in Europa, spostandosi soprattutto per mare, essendo
abilissimi navigatori.
Stabilitisi in Francia, dove nel 911 Rollone fondò il
ducato di Normandia, si convertirono al cristianesimo.
Nel 1.066 Guglielmo il conquistatore occupò
l'Inghilterra mentre in Italia meridionale alcuni cadetti di nobili famiglie si
impossessarono di vasti territori, tolti ai Bizantini, che furono unificati da
Roberto il Guiscardo (1.015 - 1.085) che tolse la Sicilia agli Arabi e da Ruggero II re di Sicilia dal 1.130.
Si può ragionevolmente
affermare che usassero calzature simili a quelle degli Anglosassoni e, verso il
1.150, dopo la conquista dell'Inghilterra, adottarono, per un
breve periodo, tacchi arrotondati e punte aguzze mentre cominciava ad essere
usato il metodo di giunzione di tomaia e suola a mezzo del guàrdolo
probabil mente importato in Europa del nord dai Crociati.
Nelle raffigurazioni dell'arazzo di
Bayeux che descrive lo sbarco in Inghilterra, calzavano scarpe chiuse allacciate munite di speroni che, in inverno, erano foderate di pelliccia.
Il cronista inglese Orderico Vitale (1.075 - 1.143)
che nella sua opera Historia ecclesiastica ci ha lasciato una ricca
documentazione sui Normanni cita le "Pigaciae" e le "Pigatiae"
VENEZIA Nella "vita di Orseolo, doge di
Venezia" (928 - 987) si legge che il doge indossava delle Zanghe, che, a
quel tempo, dovevano consistere in una sorta di stivali atti a riparare
piede e gamba.
CALZATURE ECCLESIASTICHE I sacerdoti cattolici
indossavano, in questo periodo, sandali chiusi con tomaia in cuoio che
proteggeva il tallone e la punta delle dita legati al piede con corregge. (vedi
fig.45)
In un suo editto Carlo
magno impose agli ecclesiastici di indossare solo semplici sandali durante la
celebrazione della messa.

Fig. 43
Fig.44 Fig.45
Fig.42
per saperne di più sugli Europei...
Webmaster: Alfredo Armellini, via Vittorio Emanuele, 22/1 - 16030 Moneglia - Italia - E-mail:VANNAD02@vannacalz.191.it
Il testo e i disegni della pagina sono di proprietà di Alfredo Armellini; ne è vietata la riproduzione senza l'autorizzazione dell' autore
Inviatemi una E-mail con i Vostri commenti e/o suggerimenti su quest'opera !
Ultimo aggiornamento: 08/02/2008