Dal 1895 eleganza, praticità e comfort a Moneglia


STORIA E GEOGRAFIA DELLA CALZATURA

Capitolo 2°: le calzature degli Egizi

(ca 3.500 a.C. - 31 a.C.)

     Le notizie che conosciamo sulle calzature usate dagli abitanti dell'antico Egitto le abbiamo apprese soprattutto dallo studio dei numerosi reperti archeologici che ci sono pervenuti, statue, bassorilievi, pitture tombali, papiri e pergamene.
     Tutto questo si è conservato in buono stato a causa del clima molto secco e/o della protezione offerta dalla sabbia ai  materiali in essa sepolti per cui sono stati preservati anche reperti organici come tessili, cuoi, pelli e legno che in altre parti del mondo sono stati distrutti da processi putrefattivi.
     Sappiamo che gli Egizi conciavano le pelli trattandole con oli vegetali e grassi animali; esse venivano pulite con raschiatoi dai residui di grasso e carne dopo di che erano tese su telai ed immerse in un bagno di materie grasse per un  certo periodo; dopo essere state ritirate dal bagno, mentre erano quasi asciutte, venivano battute con mazzuoli di legno per far penetrare la concia nelle fibre della pelle che assumeva un aspetto scamosciato.
     Essi, però, conoscevano anche la concia con prodotti tannici sembra estratti dai baccelli dell' acacia arabica.
     I popolani andavano per lo più scalzi, mentre gli uomini di rango elevato portavano le calzature, quasi sempre fuori di casa anche come segno di distinzione sociale, prova ne è il fatto che esisteva la carica onorifica di "portatore di sandali" al seguito del Faraone o di nobili, al cospetto dei quali bisognava presentarsi scalzi; in ogni caso il clima egiziano rendeva necessario l'uso di scarpe aperte come i sandali e i popolani, probabilmente per il loro costo elevato, tendevano a risparmiarne il più  possibile l'uso e quando dovevano andare lontano li portavano in mano o appesi a un bastone e li calzavano all'arrivo.
     Era abbastanza raro che li portassero le donne.
    Alcune statuette d'argilla, risalenti al periodo pre-dinastico (ca 3.500 a.C.), raffigurano uomini indossanti solo l'astuccio penico ed i sandali e fin  da questo periodo si usava posare il piede sulla sabbia o la terra bagnata onde ricavarne una specie di stampo dal quale trarre le misure per le suole di quelli.     
     Nella paletta di Narmer (ca 3.000 a.C.), tavoletta in scisto per i cosmetici del trucco rinvenuta a Ieracompoli (attuale Kom al Ahmer) e conservata al museo egizio del Cairo, nella quale è raffigurato il Faraone Narmer unificatore dell'alto e basso Egitto, è scolpita anche la figura di un  portatore di sandali reale; in questa tavoletta é raffigurata una delle più antiche immagini di calzature egizie mentre geroglifici con il significato di sandali iniziano ad apparire verso il 2.000 a.C.
     Nella tomba del visir Rekh-mi-Re, vissuto al tempo della diciottesima dinastia (circa 1.450 a.C.), è effigiato un calzolaio con i suoi attrezzi intento a fare un paio di sandali.
     I sandali egizi potevano avere la suola di legno (vedi fig.1), di cuoio (vedi fig.2), di papiro, di giunco (vedi fig.3) o di foglie di palma intrecciate, talvolta rivestite di tela (vedi fig.4), che veniva assicurata al piede con il sistema dell' "infradito" nel quale una striscia di pelle, fissata alla suola, passava tra l'alluce e le altre dita circondando il collo del piede; in epoche posteriori al 1.300 a.C. cominciarono ad essere portati modelli  con la punta rialzata (vedi figg.4 - 5) 
     Il materiale più usato per confezionarli era il papiro, sotto forma di fibre intrecciate, abbondante e quindi poco costoso e la loro modelleria non è cambiata molto nel corso della millenaria era egizia.
     Ai sacerdoti era imposto d'indossare solo sandali fatti con le fibre di questa pianta.  
     Al British Museum di Londra è esposto un paio di sandali (vedi fig.6) rinvenuti a Beni Hasan nella tomba di Sebekhetepi probabilmente funzionario del locale governatore e vissuto nel periodo del medio regno (ca 2.125 - 1.795 a.C.).
     Hanno le suole in legno di cedro di un modello molto attuale, la così detta "forma piede", con le strisce di pelle a infradito colorate con gesso bianco.
     Poiché facevano parte del corredo funerario del defunto, essendo addirittura posati sul coperchio del sarcofago interno a livello dei piedi delle mummia considerate la struttura leggera non adatta all'uso quotidiano e la mancanza d'usura, si ritiene che, in questo particolare caso, essi dovessero servire al proprietario solo per l'uso nel regno dei morti.
     Nello stesso museo é un paio di sandali da bambino rinvenuti a Tebe, risalenti al periodo del nuovo regno (ca 1.550 - 1.069 a.C.) (vedi fig.7) caratterizzati dall'avere le suole cucite con cordino di fibre di papiro.
     La disposizione delle cinghiette in pelle che assicurano le suole al piede riproduce il simbolo dell'"Ankh", rappresentazione della vita; l'anello in cima al simbolo è la cinghia che contorna la caviglia, la traversa è costituita da quelle laterali fissate alla suola, la parte verticale è la striscia che parte dal collo del piede e giunge allo interstizio tra l'alluce e il dito seguente. (vedi fig.8)
    Le pianelle raffigurate in una statua maschile dell'8° dinastia (ca 1.350 a.C.) (vedi fig.9) facente parte delle collezioni del British Museum di Londra,  hanno suole appuntite, in cuoio o in legno e le cinghie passanti attorno al dorso del piede sembrano essere imbottite. 
    I sandali dei maggiorenti potevano essere finemente decorati con pietre dure e perline ed avere persino le suole e le cinghie  d'oro; nella tomba del faraone Tutankhamon ( morto nel 1.349 a.C.), sono state rinvenute due sue statue a grandezza naturale indossanti sandali d'oro mentre in un cofanetto sono stati trovati sandali di papiro e giunco.
     Sulle suole dei sandali del faraone talvolta venivano incise o dipinte le immagini dei suoi nemici in modo che egli potesse calpestarle continuamente.
     Ai Musées Royaux d'Art et d'Histoire di Bruxelles è esposta una suola di sandalo, risalente all'epoca tolemaica ( 332-30 a.C.), in foglia di palma e giunco intrecciati cuciti ai bordi con un cordoncino vegetale. (vedi fig. 9 bis)
     Al Kunsthistorisches Museum di Vienna è esposto un paio di solette in giunco intrecciato che venivano poste ai piedi della mummia come componenti del corredo funerario (vedi fig. 9 tris).
     Venivano anche usate delle specie di pantofole con la punta rialzata confezionate con foglie di palma intrecciate (vedi fig.5); proviene dall'antica città di Antinoopolis in Egitto (odierna Shaykh Abadah) e risale al 3° - 4° sec.d.C. la pianella in cuoio nero con decorazioni in porpora conservata al British Museum di Londra (vedi fig. 10)  
     Le calzature egizie erano prive di tacchi, facevano eccezione quelle indossate dai macellai  che li avevano onde evitare che chi le indossava si sporcasse i piedi con il sangue delle bestie uccise. 
     Poiché molti modelli di sandali avevano la suola rigida, in legno o metallo prezioso, abbiamo notizia da papiri che trattano di medicina che gli Egiziani soffrivano spesso di mal di piedi. 

COPTI  E' il nome con il quale gli Arabi musulmani chiamarono gli abitanti dell' Egitto dopo averlo conquistato nel 641.   
     Dal punto di vista storico il periodo copto si estende dall'editto di Costantino del 313 d.C. al 641; da allora  copti furono gli Egiziani rimasti cristiani.
     Sembra che i Copti siano stati i primi ad adottare sia il metodo di assemblaggio delle calzature detto "a tomaia risvoltata" con il quale suola e tomaia erano cucite assieme risvoltando verso l'esterno l'interno della tomaia e, dopo la cucitura, compiendo l'azione opposta, in tal modo la cucitura veniva a trovarsi all'interno della scarpa ed era più protetta dall'usura( vedi illustrazione), sia la costruzione su forma.
                                   

      fig   .Sandali egizi con suola in legno1 Sandali egizi di Sebekhetepi (medio regno 2.125 - 1.795 a.C.) fig.6  Sandali egizi con suola in cuoio fig.2                                                                                                                                                                                                                                                                                         

      Pianelle in foglie di palma intrecciate rivestite in tela fig.4           Ankh fig.8        Pantofola egizia in foglie di palma intrecciate fig.5

                Sandali egizi in giunco  fig.3                Sandali egizi da bambino (Tebe - nuovo regno ca 1.550 - 1.069 a.C.) fig.7  

                  Sandali egizi maschili 8° dinastia (ca 1.350 a.C.) fig.9    Pianella egizia in pelle nera 3° - 4° sec.d.C.  fig.10 

             

                                                          Fig. 9 bis                                         Fig. 9 tris

Per saperne di più sugli Egizi...

        


Vannacalzature: via Vittorio Emanuele, 20/24/26 - 16030 Moneglia - Italia

Tel: +39 0185 49395 - Fax: +39 0185 49395

E-mail:VANNAD02@vannacalz.191.it

La migliore visione si ottiene con una risoluzione 1024 x 768

Webmaster: Alfredo Armellini, via Vittorio Emanuele, 22/1 - 16030 Moneglia - Italia  - E-mail:VANNAD02@vannacalz.191.it

Il testo e i disegni della pagina sono di proprietà di Alfredo Armellini; ne è vietata la riproduzione senza l'autorizzazione dell' autore

Inviatemi una E-mail con i Vostri commenti e/o suggerimenti su quest'opera !

Ultimo aggiornamento: 07/02/2008