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MARCELLA - UJ 2210
Coordinate: 
44° 11' 210" N
                 09° 31' 840" E

Distanza dalla costa:
circa 1 mg. da Deiva Marina

Era il peschereccio francese d'altura "Marcella" varato nel 1932 nei cantieri navali di Saint Nazaire per la Societé de pèche- ries à vapeur d'Arcachon.
Era lungo m: 63,30, largo m. 10,50, dislocava t. 2.340 ed era spinto da un motore diesel Burmeister  & Wain della potenza di 10.000 hp.
Era stato costruito per poter effettuare campagne di pesca a lungo raggio
sui banchi di Terranova o nelle acque della Groen- landia; nel 1942 fu requisito dalla Kriegsmarine e trasformato in cacciasommergibili.
Nella notte del 28/05/1944 alle ore 1,40, mentre scortava un convoglio da La Spezia a Genova, fu attaccato e affondato con il siluro da un gruppo di motosiluranti americane(1) in una zona di mare distante circa un miglio da Deiva Marina (SP).
Il relitto giace spezzato in due parti sul fondo fangoso in una strana posizione dovuta probabilmente alla violenza delle esplo- sioni  che lo hanno dilani
ato. 
La prua,  il cui tagliamare dista 45 m. dalla superficie e sulla quale è ancora  visibile un cannone, è appoggiata quasi vertical- mente sulla fiancata sinistra del resto della nave a quota -65 m. 
Sul relitto sono impigliati numerosi spezzoni di cavi e resti di reti che, unitamente alla torbidezza dell'acqua, possono rendere l'immersione pericolosa.
Alcuni autori adombrano il sospetto che questo relitto non sia quello del  "Marcella", ma quello del TA 30 "Dragone" affon-
dato nelle stesse acque in consegueza del fatto d'armi qui esposto.
Nella notte sul 15/06/1944 le navi della Kriegsmarine (marina militare tedesca) TA 26 (ex torpediniera di scorta della regia marina" Ardito "(2) ) e TA 30 (ex torpediniera di scorta della regia marina "Dragone"(2)) della 3° Geleitflotille (flottiglia navi scorta) basate alla Spezia sotto il comando del capitano di corvetta Burkhard Heye, erano intente alla posa di un campo
minato tra La Spezia e le Cinque terre; improvvisamente, alle ore 4,14 mentre si trovavano nella posizione 43° 58' N -  09° 29' E, venivano attaccate con il siluro da tre motosiluranti americane, ma agenti sotto il comando ingle se della British coastal forces. 
 Erano le PT 552, 558 e 559 (1) dello squadron (RON) 29 basato a Calvi in Corsica comandato da Stephen Daunis. 
 La TA 26 esplose ed affondò subito in 500 metri d'acqua nella zona dell' attacco a circa 12 miglia al traverso di punta Mesco, mentre la TA 30 colpita da un siluro a poppa alle 4,33 si capovolse ed affondò alle 4,43 nella posizione 44°08,5' N - 09°29'E a circa 4,86 miglia al largo di Bonassola subendo la perdita di 20 membri dell'equi paggio su un totale di 142.
 La nave ospedale tedesca Erlangen, intervenuta per il salvataggio dei superstiti, fu attaccata da aerei americani e, a causa delle gravi avarie subite, fu fatta arenare su una spiaggia di Sestri Levante da dove fu poi rimorchiata a Genova per il raddobbo.

Da ciò si deduce che il relitto del Marcella è parecchio distante dalla posizione in cui dovrebbe trovarsi quello del TA 30
Inoltre se si raffrontano le foto del Marcella prima della sua ristrutturazione in cacciasommergibili e quelle della torpediniera Dragone si noterà che
sull'aletta di plancia di destra del relitto si può vedere un supporto quasi certamente destinato a reg- gere un segnale di via che è chiaramente visibile anche nella foto della nave galleggiante.
Sotto questa aletta, sostenuta da tre montanti, ve n'è una seconda e nella paratia del ponte di comando si notano un  portello ed un oblò come nella foto.
Se si osservano le foto del "Dragone", scattate subito dopo il varo, si noterà che le alette di plancia sono situate in posizione più arretrata verso poppa di quelle del "Marcella" e non sono sovrapposte; inoltre la  prua del relitto dovrebbe far riflettere poi che ha una forma arrotondata più adatta a un peschereccio che a una nave militare che poteva raggiungere i 31,5 nodi di velocità massima.

 Note: 
 
(1) Le motosiluranti in oggetto appartenevano alla classe"Elco 80'".
      Erano lunghe m. 24,38, larghe m. 6,38,  pescavano m. 1,68 e dislocavano t. 61.
      Erano spinte da tre motori a benzina Packard a dodici cilindri che erogavano la potenza di 1.500 hp. e imprimevano loro
      una velocità massima di 41 nodi.
      Erano armate da una cannoncino da 20 mm., da due mitragliere binate cal. 50' e da 4 siluri da 533 mm.
      L'equipaggio era costituito da 3 ufficiali e 14 sottufficiali e comuni.

(2) Il TA 26 e il TA 30 erano torpediniere di scorta appartenenti alla stessa classe di naviglio costituita da 16 unità varate
      tra il  1943 e il 1944; alcune non furono completate e la maggior parte, dopo l'8 settembre, fu requisita dai tedeschi e
      incorporata nella marina germanica con la sigla TA (Torpedoboot auslande = torpediniera straniera).
      Erano lunghe m. 83,5 larghe m. 8,62 e pescavano m. 3,15; dislocavano a pieno carico t. 1.127 ed erano mosse da un
      apparato motore con una potenza di 22.000 hp costituito da due caldaie a tubi d'acqua e da due turbine a vapore che   
      poteva imprimere loro una velocità massima di 31,5 nodi.
      L'armamento consisteva in due cannoni da 100/40, 3 impianti binati di mitragliere da 20/65, 4 impianti singoli da 20/65
      2 lanciasiluri trinati da 450 mm e 2 lanciabombe di profondità; l'equipaggio era di 94 uomini.

 

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Ultimo aggiornamento: 04/02/2008